Palazzo Barberini

Palazzo Barberini è stato acquistato dallo Stato Italiano nel 1949 e inaugurato come sede della Galleria Nazionale di Arte Antica nel maggio 1953, sono quindi più di 60 anni che è aperto al pubblico. Negli ultimi anni questo maginifico luogo è perfettamente rinato, al termine di un lungo e complesso restauro che ne ha consentito un completo recupero. Il grandioso palazzo antico è finalmente divenuto un museo moderno, che documenta l’arte figurativa dagli inizi del Medioevo fino al Neoclassicismo nelle sue 34 sale del tutto rinnovate, poste su tre piani, con al centro il fastoso Salone affrescato da Pietro da Cortona.

Uno spazio solenne e amplificato che lo stesso papa Urbano VIII immaginò come fulcro della vita di rappresentanza della corte papale e simbolo del potere raggiunto dalla sua famiglia. Eletto papa nel 1623, Urbano VIII Barberini, edificò infatti una dimora grandiosa, simbolo del ruolo acquisito. Il progetto di Bernini, subentrato all’architetto Maderno dopo la morte di costui, fu decisamente innovativo: a metà tra villa suburbana e palazzo di rappresentanza, con aperture ampie e giardino segreto. A Bernini spetta anche il progetto del maestoso scalone nell’ala nord a cui si contrappone, nell’ala sud, la sofisticata scala elicoidale del Borromini.

Il fasto dell’architettura si estende alla grandiosa decorazione pittorica affidata dai Barberini ai protagonisti della cultura barocca. Il grande Salone di rappresentanza fu affrescato da Pietro da Cortona tra il 1632 e il 1639 con il Trionfo della Divina Provvidenza, di suggestiva bellezza, allusivo al buon governo dei Barberini. Poco prima, tra il 1629 e il 1631, il classicista Andrea Sacchi, aveva affrescato un’altra sala del piano nobile con la Allegoria della divina Sapienza. Le dimensioni del palazzo, la grandiosità delle sale, il fasto della decorazione e le ricchissime collezioni di dipinti, fanno di Palazzo Barberini uno dei più significativi monumenti barocchi.

Scritto da Anna Lo Bianco

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